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A chi pagare il bollo?

I soui difetti si conoscono, ma per ora bisogna solo stare a guardare le Regioni litigare per la sua gestione. Molti automobilisti rischiano di pagare una multa salata anche se il bollo è stato giustamente pagato.

Dal gennaio del 1999 a gestire le riscossioni dei bolli è lo “Sgata”, database di gestione dei pagamenti ideato dal Ministero delle Finanze e dalla Regione, e i soldi arrivano direttamente su conti aperti dalle autorità regionali.

Secondo gli ideatori sarebbe stato la soluzione ai “bolli pazzi” degli anni passati, ma invece…

Quattro i principali motivi di errore:

1. Variazioni pericolose: rischia una sanzione chi compra una macchina usata e cambia residenza nello stesso periodo. Il problema è che per i veicoli già in circolazione a fine ’98, Motorizzazione e PRA hanno registrato le pratiche di passaggio di proprietà e cambio di residenza presentate a loro, ma hanno tardato a trasmetterle allo Sgata, che quindi non è aggiornato.

2. Errori di codice: alla creazione dello Sgata alcuni dati furono registrati in modo del tutto equivoco: ad alcuni veicoli intestati a società con sedi in più regioni fu correlato il codice fiscale non della sede a cui in realtà apparteneva, ma a una qualsiasi delle tante.

3. Bollettini confusi: chi ha pagato in Posta o in Banca ha dovuto compilare il bollettino prestampato che, a seconda della Regione, era compilato con la propria intestazione. Chi però lo ha compilato per caso in una regione che non era quella di appartenenza, non si è accorto che pagava alla Regione sbagliata.

4. Troppa fiducia: un problema nascerà a gennaio 2001, quando le Regioni avranno la possibilità di rincarare le tariffe fino ad un massimo del 10%: gli importi così varieranno a seconda delle zone e chi darà i soldi a una Regione che non è la sua sbaglierà anche la cifra.

“Furbollo”, il modo più semplicer per pagarlo

Niente code e niente errori. La possibilità offerta da “Furbollo” di pagare la tassa di possesso dei veicoli è già stata apprezzata in gennaio, all’esordio. A maggio si è replicato: gli italiani chiamati al versamento sono stati 5 milioni. Numero impressionante che però non ha spaventato Lottomatica, la società che gestisce il nuovo sistema telematico. Le tabaccherie collegate alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria sono oltre 11 mila. Con il “Furbolllo” basta scrivere sulla scheda il numero della targa e si ottiene automaticamente l’importo da pagare.